Un cuore in cammino

La reliquia del cuore di San Camillo de Lellis in cammino per i 450 anni della sua conversione 

In occasione dell’anno giubilare Camilliano (450 anni della conversione di San Camillo de Lellis, 2 febbraio 1575-2025), questa preziosa reliquia del cuore del Santo della Carità, custodita presso la comunità camilliana di Messina, ha visitato diverse comunità parrocchiali e luoghi di cura del sud Italia.

Tantissime le richieste da parte dei parroci, comunità religiose e dei cappellani ospedalieri per ospitare questa insigne reliquia. Colpisce tantissimo la grande accoglienza da parte dei fedeli anche dove la figura del santo non è molto conosciuta, infatti basta una catechesi, una celebrazione, un’immaginetta con la preghiera al Santo e subito i fedeli si entusiasmano e desiderano conoscere la sua vita, pregarlo e sentirlo vicino come amico e protettore.

Il primo appuntamento è stato a Rimini in occasione del raduno nazionale del Rinnovamento nello Spirito con la partecipazione di oltre 9 mila fedeli e la presenza di circa 40 camilliani e membri della grande famiglia carismatica di San Camillo. A conclusione di questo primo incontro, il nostro Santo, attraverso la reliquia del suo cuore, continua a camminare per raggiungere i fratelli ammalati e sofferenti in 29 Diocesi, 62 Parrocchie, 11 rettorie e santuari, 23 Ospedali, 15 case famiglia e di riposo, 10 Eventi ecclesiali Nazionali, regionali e diocesani, 2 Carceri, 3 Monasteri di clausura, 1 cimitero. Sono stati visitati oltre 800 malati a domicilio e 4 Cardinali e 25 vescovi hanno presieduto celebrazioni eucaristiche e veglie di preghiere.

È molto bello vedere il coinvolgimento e la partecipazione dei Vescovi locali e degli uffici diocesani della pastorale della salute che vedono in Camillo De Lellis un fulgido modello e una testimonianza di amore e servizio ai sofferenti, ancora attuale, da proporre ai fedeli tutti.

Il cuore di Camillo fino a 25 anni è stato inquieto, sbandato desideroso di ricerca di senso che pensava di trovare nelle cose effimere e passeggere: i divertimenti, il gioco delle carte e dei dadi e tutto quello che un giovane venticinquenne può sperimentare quando smarrisce la via del bene. Ma il Signore l’aspettava il 2 febbraio 1575 e lì questo giovane sbandato si arrende alla Grazia. Da quel momento il cuore di Camillo diventa tutto amore per i malati e i sofferenti.

Il cuore di Camillo che raggiunge le comunità parrocchiali, le comunità religiose, i luoghi di cura, i movimenti ecclesiali e le associazioni, ricorda a tutti noi che la santità è possibile vivendo come lui il comandamento dell’amore nei confronti di Dio e dei fratelli, in modo particolare gli ammalati, i sofferenti e i poveri che sono la “pupilla e cuore di Dio” come amava chiamarli il gigante della carità Camillo de Lellis e che il carisma dato dallo Spirito Santo a lui è un dono grande per tutta la Chiesa che è chiamata a vivere il comando di Gesù: “andate in tutto il mondo, guarite i malati e proclamate il Vangelo”.

Fratel Carlo Mangione

Superiore Provinciale dei camilliani del Sud Italia

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